Occhi poco esperti
E' l'ora del tramonto e fa ancora caldo. Lui, in camicia pantaloncini e sandali, si affaccia al portone e con le mani dietro la schiena, tiene la porta aperta. Guarda lontano, fino in fondo alla via. Occhi poco esperti crederebbero che stia aspettando qualcuno. Ma non è così. Quel qualcuno non arriva mai. Poi accosta la porta in modo da non dover tirar fuori le chiavi per rientrare e cammina guardando ancora lontano. La sua ombra è lunghissima sull'asfalto del marciapiede. Occhi poco esperti crederebbero che si tratti di un gigante. Ma non è così. Quel gigante non è mai esistito. Si ferma al primo angolo del palazzo. Poi fa un passo in avanti e si avvicina a una macchina parcheggiata. Occhi poco esperti crederebbero che si tratti di una macchina parcheggiata. Ma non è così. Quella parcheggiata lì, è la sua macchina. E' di colore grigio polare metallizzato. Ha quattro porte e nessun segno particolare. E' solo nuova, sempre nuova, da più di un anno nuova. Poi con sguardo da precisione millimetrica guarda davanti e poi dietro. Occhi poco esperti crederebbe che stia controllando che lo spazio di sicurezza del parcheggio venga rispettato. Infatti è così. E se così non fosse, infilerebbe la mano in tasca, tirerebbe fuori le chiavi dell'auto, aprirebbe la portiera, si siederebbe, chiuderebbe la portiera, senza troppa forza, accenderebbe il motore e via veloce, ma nemmeno troppo, andrebbe alla ricerca di un nuovo parcheggio sicuro, e rispettoso dell'incolumità della sua auto colore grigio polare metallizzata nuova da più di un anno nuova.

Per la rubrica "Le mie teorie personali" oggi si parla di scarpe, quelle da ginnastica.
Con le scarpe da ginnastica mi do il tempo massimo di un anno per distruggerle, poi ne compro un altro paio.. per farla breve la teoria è questa: appena compro le scarpe sono certa che qualcuno che conosco mi dirà: "Ah, ma hai preso le scarpe nuove?!" Così appena prese torno a casa e me le metto subito su. E subito esco.
L'altra giorno sono andata a scuola e appena salite le scale del primo piano, ero già rossa. Poi sono entrata in aula e mi sono seduta in fondo. Poi c'è stata la pausa e sono scesa giù. Un'altra volta rossa. Dopo la pausa sono risalita. Poi la tortura è finita e sono scesa di nuovo, ho salutato gli altri, ho preso l'autobus e sono tornata a casa. E mia mamma: "Allora, ti hanno detto qualcosa?" E io: "No, niente."
Il primo ad accorgersene è stato T. una settimana dopo! E parlando con lui ho scoperto che non è vero che tutte le mamme appena si torna a casa dopo essere stati un po' in giro con le scarpe nuove ti dicono: "Allora, ti hanno detto qualcosa delle scarpe nuove?"

EVERY NIGHT IS SATURDAY NIGHT
Erano giorni che avevo in mente una parola: Rock A Billy. E oggi mi sono detta: Ma che cavolo significa Rock A Billy? Così sono andata a cercare Billy e non ho scoperto niente, però mi sono imbattuta in:
Wanda Jackson - The First Lady of Rock N Roll!!!

E ora, per tutti gli irriducibili amanti della Country Music..
un video: http://www.youtube.com/watch?v=ifq0cgEzbj8&eurl=
e un altro su The King: http://www.youtube.com/watch?v=IK5jecFCJ9U&search=elvis
I LOVE TRALICCI!
Non so perché. E' una di quelle cose che uno un bel giorno se ne salta fuori dicendo: "Guarda che bello!" e basta. Allora visto che non viaggio tantissimo, non ne vedo molti. E così ogni tanto apparirà un bellissimo TRALICCIO!

Dvd
Io e la più piccola in cameretta. Mentre gonfio un palloncino mi cade l'occhio sui film in pila sul mobile.
La più piccola: - Tu hai mai visto "Tata a quattro zampe"?
Io: - No! Com'è?
La più piccola: - E' molto bello. Io l'ho visto che era di sera.
Io: - Wow come i grandi! Ma allora è su di una tata.. un po' come me..
La più piccola: - Sì, però lei è un cane.
Io: - !


I remember when, I remember, I remember when I lost my mind..
Io non ho la patente. Non ancora. In verità non la voglio. Mi piace un sacco essere portata in giro. Perchè devo volere la patente? Poi c'è questo ragazzo dal nome Gnarls Barkley che canta Crazy, e io ho già in mente il video per lui.
Praticamente. E' buio. Siamo in America. Vicino a NewYork. Insomma si devono vedere in lontananza i palazzi e un sacco di quadratini fatti di stanze ancora illuminate a giorno. Poi c'è un autobus giallo, modello scuolabus. Gnarls lo vede, sale e prova ad accendere il motore. Alla terza volta l'autobus giallo modello scuolabus parte. Ed è vuoto. E lui canta. Con i finestrini tutti abbassati. Sta guidando su una strada secondaria. Insomma non c'è un cane. E lui intanto guarda fuori, felicissimo. Non sa perchè lo è, ma lo è. Allunga pure un braccio e accarezza il vento. Poi una ragazza attraversa la strada. Non è una ragazza qualunque. E' una sua ex, la sua sola ex. Lui inchioda. Spegne tutto, si alza, fa due scalini. Spinge contro il vetro. E' come bloccato dentro, non riesce ad aprire. Lei lo guarda, si avvicina, gli fa ciao.. e gli dice di aprire. Lui è imprigionato dentro l'autobus. Ma continua a cantare. La ragazza non capisce perchè diavolo non prova a uscire se lei è lì a un passo da lui. Così decide di andarsene. E lui riparte.

qui c'è il sito, la seconda è "Crazy" http://www.gnarlsbarkley.com/
Giochiamo?
All'uscita di scuola. Regalo alla più piccola il Topolino. Non lo apre, ma lo gira e guarda una pubblicità di figurine. Al semaforo rosso mi tira la mano e dice:
La più piccola: - Sarah cosa sono i mondiali?
Io: - I mondiali sono quando tutte le squadre del mondo giocano a calcio.
La più piccola: - Anche noi giochiamo?
Io: - Sì.. L'Italia ha la sua squadra e gioca contro le altre..
La più piccola: - Ma anche io devo giocare?
Io: - ...
Erano già tutti seduti quando sono arrivata. Ma quando sono arrivata? Tardi. Ho solo fatto in tempo a sentirlo cantare 'Plettro Folle'.
Finito lo spettacolo, ero già in piedi e sono uscita per prima. E sono andata a farmi un giretto. Poi torno a casa col tram. E guardo fuori. E lo vedo al bar, allora abbandono il tram. E vado al bar. Mi avvicino e tiro fuori un libro. Avevo un libro in prestito e una matita. Gli ho detto: Ciao, mi fai un autografo? Però ho solo il libro della biblioteca, fammelo a matita. E lui mi ha detto: No, no. Ti do un libro io e tu mi fai l'autografo. Perchè? gli ho detto io. E lui: Eh, se non posso farti un vero autografo allora me lo farai tu..! E ha riso. Bhà. E sono risalita sul tram.
Qui c'è un pezzo di quello che ho sentito (metti la testina sul primo pezzo)
http://www.bugo-net.it/audiobox/giradischi.html
C'era una cosa che ha sempre dovuto immaginare: il tramonto e dimenticare, i palazzi e aspettare un nuovo giorno.