Aspetta primavera, corridrice

martedì, 30 maggio 2006

Occhi poco esperti

E' l'ora del tramonto e fa ancora caldo. Lui, in camicia pantaloncini e sandali, si affaccia al portone e con le mani dietro la schiena, tiene la porta aperta. Guarda lontano, fino in fondo alla via. Occhi poco esperti crederebbero che stia aspettando qualcuno. Ma non è così. Quel qualcuno non arriva mai. Poi accosta la porta in modo da non dover tirar fuori le chiavi per rientrare e cammina guardando ancora lontano. La sua ombra è lunghissima sull'asfalto del marciapiede. Occhi poco esperti crederebbero che si tratti di un gigante. Ma non è così. Quel gigante non è mai esistito. Si ferma al primo angolo del palazzo. Poi fa un passo in avanti e si avvicina a una macchina parcheggiata. Occhi poco esperti crederebbero che si tratti di una macchina parcheggiata. Ma non è così. Quella parcheggiata lì, è la sua macchina. E' di colore grigio polare metallizzato. Ha quattro porte e nessun segno particolare. E' solo nuova, sempre nuova, da più di un anno nuova. Poi con sguardo da precisione millimetrica guarda davanti e poi dietro. Occhi poco esperti crederebbe che stia controllando che lo spazio di sicurezza del parcheggio venga rispettato. Infatti è così. E se così non fosse, infilerebbe la mano in tasca, tirerebbe fuori le chiavi dell'auto, aprirebbe la portiera, si siederebbe, chiuderebbe la portiera, senza troppa forza, accenderebbe il motore e via veloce, ma nemmeno troppo, andrebbe alla ricerca di un nuovo parcheggio sicuro, e rispettoso dell'incolumità della sua auto colore grigio polare metallizzata nuova da più di un anno nuova.


scritto da: corridrice alle ore 16:48 | link | commenti (1)
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domenica, 28 maggio 2006


Per la rubrica "Le mie teorie personali" oggi si parla di scarpe, quelle da ginnastica.

Con le scarpe da ginnastica mi do il tempo massimo di un anno per distruggerle, poi ne compro un altro paio.. per farla breve la teoria è questa: appena compro le scarpe sono certa che qualcuno che conosco mi dirà: "Ah, ma hai preso le scarpe nuove?!" Così appena prese torno a casa e me le metto subito su. E subito esco.
L'altra giorno sono andata a scuola e appena salite le scale del primo piano, ero già rossa. Poi sono entrata in aula e mi sono seduta in fondo. Poi c'è stata la pausa e sono scesa giù. Un'altra volta rossa. Dopo la pausa sono risalita. Poi la tortura è finita e sono scesa di nuovo, ho salutato gli altri, ho preso l'autobus e sono tornata a casa. E mia mamma: "Allora, ti hanno detto qualcosa?" E io: "No, niente."
Il primo ad accorgersene è stato T. una settimana dopo! E parlando con lui ho scoperto che non è vero che tutte le mamme appena si torna a casa dopo essere stati un po' in giro con le scarpe nuove ti dicono: "Allora, ti hanno detto qualcosa delle scarpe nuove?"


scritto da: corridrice alle ore 14:03 | link | commenti (8)
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venerdì, 26 maggio 2006

EVERY NIGHT IS SATURDAY NIGHT

Erano giorni che avevo in mente una parola: Rock A Billy. E oggi mi sono detta: Ma che cavolo significa Rock A Billy? Così sono andata a cercare Billy e non ho scoperto niente, però mi sono imbattuta in:

Wanda Jackson - The First Lady of Rock N Roll!!!



E ora, per tutti gli irriducibili amanti della Country Music..
un video:
http://www.youtube.com/watch?v=ifq0cgEzbj8&eurl=

e un altro su The King: http://www.youtube.com/watch?v=IK5jecFCJ9U&search=elvis


scritto da: corridrice alle ore 14:47 | link | commenti (2)
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giovedì, 25 maggio 2006

I LOVE TRALICCI!

Non so perché. E' una di quelle cose che uno un bel giorno se ne salta fuori dicendo: "Guarda che bello!" e basta. Allora visto che non viaggio tantissimo, non ne vedo molti. E così ogni tanto apparirà un bellissimo TRALICCIO!


scritto da: corridrice alle ore 11:23 | link | commenti (9)
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mercoledì, 24 maggio 2006

Dvd

Io e la più piccola in cameretta. Mentre gonfio un palloncino mi cade l'occhio sui film in pila sul mobile.

La più piccola: - Tu hai mai visto "Tata a quattro zampe"?

Io: - No! Com'è?

La più piccola: - E' molto bello. Io l'ho visto che era di sera.

Io: - Wow come i grandi! Ma allora è su di una tata.. un po' come me..

La più piccola: - Sì, però lei è un cane.

Io: - !


scritto da: corridrice alle ore 21:04 | link | commenti
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domenica, 21 maggio 2006

Regolare donna puntuale
Ha i capelli a caschetto. Sono biondi, lisci e sottili come gli spaghetti. I suoi occhi non li ho mai visti. E' magra, sul tipo nervosetto, con la gonna che le arriva poco sopra le ginocchia. Cammina spedita con una valigetta nella mano destra. A volte fuma con la sinistra. Esce subito dopo pranzo. Ma lei non apre la porta di casa, la chiude, scende le scale, attraversa il cortile ed esce fuori. Lei no. Lei apre la porta di casa, la chiude, scende le scale, attraversa il cortile, va verso i bidoni della spazzatura, butta un sacchetto di plastica chiuso con doppio nodo e poi esce. Quasi sempre. Cinque giorni su sette all'una e mezza, dopo pranzo. Lei, con il suo caschetto biondo, con i suoi occhiali da sole e il sacchetto di plastica chiuso con due nodi non si sa che lavoro faccia. Non parla con la vicina, non parla con la portinaia. Non parla e basta, non ha tempo, deve andare. Sembra che un bel giorno si sia decisa e abbia gettato via le scarpe. E come un trenino di quelli che alcuni bambini sognano di ricevere a natale, lei attacca i piedi e va sul suo binario. Regolare e puntuale sul percorso casa-cortile-città.


scritto da: corridrice alle ore 20:12 | link | commenti (1)
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martedì, 16 maggio 2006

Per la rubrica "Le mie personali teorie" ecco una nuova  teoria mia personale:
 
Lo accompagno in centro a comprare le scarpe per il matrimonio. Una cosa che non accadrà mai più. C'infiliamo in un sacco di negozi. Sulle prime s'arrabbia perchè costano troppo. Poi perchè sul corso ci sono solo scarpe da donna. Poi sbraita e dice "Ma perchè fanno così tante scarpe da donna, non è giusto." Allora usciamo fuori e litighiamo un po'. Alla fine ne troviamo uno. Ha scarpe super eleganti e a buon prezzo. Entriamo e ci sono solo le sinistre. E penso: Ci saranno tutte le destre dietro la porta del magazzino. Anzi dietro la porta del magazzino ci sarà un negozio identico ma tutto buio, con tutte le scarpe destre ben allineate. Poi il commesso abbronzatissimo mi fa perdere il filo e chiede alla mamma incinta seduta mentre il marito si prova la scarpa. "A che mese è?" E lei: "Potrebbe nascere anche adesso!" E il commesso: "Sa già se è maschio o femmina?" E lei: "Sì, è femmina e si chiamerà AlbaChiara."
Ora che ho ripreso il filo del discorso, penso che non tornerò ma più in un negozio di scarpe da uomo di sabato. Ma soprattutto volevo dire che mi piacciono un sacco i magazzini. C'è stato un periodo in cui di sera non facevo altro che la cameriera nei locali. Non ha niente di divertente fare la cameriera nei locali la sera, a parte che ci si muove un sacco, e magari si dimagrisce. Che a vederli così i magazzini, a colpo d'occhio, non dicono un gran che. Poi però, pian piano si scopre che hanno una loro logica spaziale. E a furia di andare avanti e indietro, io una logica l'ho scoperta. Era ben nascosta dietro gli scatoloni delle birre. Per la precisione si trattava di un biscotto, quello che si aggiunge all'ultimo in lunghi bicchieri di vetro colmi di gelato. E dopo un po' che lavoravo lì, fare su e giù su quell'orribile scala a chiocciola non mi sembrò più così orribile. Quanti biscotti avrò mangiato quelle sere? Tantissimi. Quante volte mi avranno mandato giù a cercarli? Neanche una. Insomma con la mia teoria di oggi un po' confusa, volevo dire che dietro i negozi nascondono molte cose interessanti. Anzi, secondo me, potrebbero anche guadagnare qualche soldo extra se organizzassero visite guidate per tutti i magazzini della città.


scritto da: corridrice alle ore 11:18 | link | commenti (6)
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domenica, 14 maggio 2006

I remember when, I remember, I remember when I lost my mind..

Io non ho la patente. Non ancora. In verità non la voglio. Mi piace un sacco essere portata in giro. Perchè devo volere la patente? Poi c'è questo ragazzo dal nome Gnarls Barkley che canta Crazy, e io ho già in mente il video per lui.
Praticamente. E' buio. Siamo in America. Vicino a NewYork. Insomma si devono vedere in lontananza i palazzi e un sacco di quadratini fatti di stanze ancora illuminate a giorno. Poi c'è un autobus giallo, modello scuolabus. Gnarls lo vede, sale e prova ad accendere il motore. Alla terza volta l'autobus giallo modello scuolabus parte. Ed è vuoto. E lui canta. Con i finestrini tutti abbassati. Sta guidando su una strada secondaria. Insomma non c'è un cane. E lui intanto guarda fuori, felicissimo. Non sa perchè lo è, ma lo è. Allunga pure un braccio e accarezza il vento. Poi una ragazza attraversa la strada. Non è una ragazza qualunque. E' una sua ex, la sua sola ex. Lui inchioda. Spegne tutto, si alza, fa due scalini. Spinge contro il vetro. E' come bloccato dentro, non riesce ad aprire. Lei lo guarda, si avvicina, gli fa ciao.. e gli dice di aprire. Lui è imprigionato dentro l'autobus. Ma continua a cantare. La ragazza non capisce perchè diavolo non prova a uscire se lei è lì a un passo da lui. Così decide di andarsene. E lui riparte.

qui c'è il sito, la seconda è "Crazy"  http://www.gnarlsbarkley.com/


scritto da: corridrice alle ore 19:04 | link | commenti (6)
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martedì, 09 maggio 2006

Giochiamo?

All'uscita di scuola. Regalo alla più piccola il Topolino. Non lo apre, ma lo gira e guarda una pubblicità di figurine. Al semaforo rosso mi tira la mano e dice:


La più piccola: - Sarah cosa sono i mondiali?

Io: - I mondiali sono quando tutte le squadre del mondo giocano a calcio.

La più piccola: - Anche noi giochiamo?

Io: - Sì.. L'Italia ha la sua squadra e gioca contro le altre..

La più piccola: - Ma anche io devo giocare?

Io: - ...


scritto da: corridrice alle ore 23:55 | link | commenti (7)
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sabato, 06 maggio 2006

Erano già tutti seduti quando sono arrivata. Ma quando sono arrivata? Tardi. Ho solo fatto in tempo a sentirlo cantare 'Plettro Folle'. Finito lo spettacolo, ero già in piedi e  sono uscita per prima. E sono andata a farmi un giretto. Poi torno a casa col tram. E guardo fuori. E lo vedo al bar, allora abbandono il tram. E vado al bar. Mi avvicino e tiro fuori un libro. Avevo un libro in prestito e una matita. Gli ho detto: Ciao, mi fai un autografo? Però ho solo il libro della biblioteca, fammelo a matita. E lui mi ha detto: No, no. Ti do un libro io e tu mi fai l'autografo. Perchè? gli ho detto io. E lui: Eh, se non posso farti un vero autografo allora me lo farai tu..! E ha riso. Bhà. E sono risalita sul tram. 

Qui c'è un pezzo di quello che ho sentito (metti la testina sul primo pezzo)

http://www.bugo-net.it/audiobox/giradischi.html


scritto da: corridrice alle ore 15:17 | link | commenti (5)
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C'era una cosa che ha sempre dovuto immaginare: il tramonto e dimenticare, i palazzi e aspettare un nuovo giorno.

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