Aspetta primavera, corridrice

lunedì, 31 luglio 2006

I LOVE TRALICCI & UNA NUOVA PUNTATA DI:

"Mi dice vado a Praga!"

Mi dice vado a Praga, dopo un mese non torna, e nemmeno il mese dopo dopo. Ché devo lavorare ad agosto, scrive nella lettera attaccata al bicchiere del ristorante nel quale lavora il Klášterní Pivovar Strahov. Sul fondo trovo il numero del locale. Voi Qui  invece, trovate la penultima puntata.
Tu, tu, tu dice il telefono. Pronto? dico io. Sarah? dice lui. Come hai fatto a capire che ero io? gli dico. Volevo solo che fossi tu dice lui. Ah, sì?! dico io. A volte non riesco ad alzare il telefono in tempo e quando incontro gli occhi di chi ha preso per prima la cornetta, io faccio con l'indice come dei punti nell'aria chiedendo se sei tu, e loro mi fanno subito cenno di no. Davvero??? gli dico io. No. dice lui. Ah.... dico io. Ma mi vedi che mi metto ad aspettare una tua chiamata ogni giorno?! dice lui. Certo, sei capacissimo, dico io. Hai ragione, sono un vero fallito in amore. Ahahah!! Fallito, allora a presto! dico io. Sì, allora ci sentiamo presto vero? dice lui. Eh sì, tra qualche giorno ti arriverà una scatola con una tazza dentro con sotto scritto il mio cellulare...dico io. Veramente? dice lui. No! Il mio numero lo avevi, o non ti ricordi più?  Ah, è vero è vero allora ciao dice lui. Sì, ciao.

Facciamo il punto della situazione:

Punto uno: Sì, questa storia è un vero casino! (in senso buono. più o meno.)

Punto tre: Il punto due lo salto.

Punto quattro: Riuscirà mai a chiamarmi da Praga sul mio cellulare?

Punto cinque: State lì, non cambiate canale!


scritto da: corridrice alle ore 22:20 | link | commenti (12)
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domenica, 30 luglio 2006

Queste notti ho fatto tantissimi sogni e li ricordo tutti. In quello fondamentale sogno di essere un personaggio del libro che sto leggendo. Si chiama: La casa dei libri. In questo libro succede che le persone, tutte le persone senza nessuna distinzione, possono recarsi in questa biblioteca di San Francisco e portare il proprio libro e farlo catalogare. Insomma regalarlo alla biblioteca. All'interno vi lavora un solo uomo che si occupa di accogliere le persone che desiderano donare i proprio scritti. Il fatto strano è che l'uomo vive dentro la biblioteca. Ecco. Ora che sapete l'inizio della storia vi racconto il sogno. Nel sogno succede che mi reco in questa biblioteca con in mano il mio libro. Il libro che porto al bibliotecario si chiama: In frost we trust. E mentre lo consegno nelle sue mani mi accorgo di conoscere quell'uomo e così mi fermo a dormire da lui, nella biblioteca. Ok questo è quello che ricordo, ma non è tutto quello che voglio dire. Però era davvero un bel sogno, era la prima volta che sognavo di avere in mano un libro scritto da me!

Insomma volevo solo dire che ho una nuovissima rubrica da aggiungere alle altre! Si chiama:

In Frost We Trust

Il Frost è una specie di carta bianca opaca che si mette sopra le luci che si usano sui set cinematografici, per creare una luce lieve, insomma per evitare quel fastidioso effetto: "Mezzogiorno a Rimini". Dunque ora se vi va, tutte le persone senza nessuna distinzione, potranno inviarmi i loro libri alla mail che è questa: corridrice@hotmail.it ehi furbetti?

E non fate i furbi. Perchè un giorno John Fante ha detto: Tutti hanno un libro dentro. Quindi non prendiamoci in giro, e speditemi i vostri libri. Subito! Io invece, ogni tot ne metterò qualche pagina sul blog!


scritto da: corridrice alle ore 23:27 | link | commenti (14)
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mercoledì, 26 luglio 2006

Oggi ero al supermercato. E c'erano due sole casse aperte. E alle due casse aperte c'erano i soli due cassieri che non sopporto del tutto. Che coincidenza. Allora ho optato per quello che aveva meno gente in coda. E mi sono pentita subito, dimenticandomi che quello in cui mi ero messa in coda è il più gran chiacchierone di tutta la  storia dei cassieri chiacchieroni del mondo. Quello è diabolico! In pratica mentre passa le cose su quella specie di macchina che a un certo punto fa bip, lui parla. Ma non parla del più e del meno, no no. Lui sta sempre raccontando qualcosa. Ma la cosa incredibile è che quando la racconta riesce sempre a continuare il discorso con il cliente successivo, che intanto sta lì ad aspettare! Ma con me casca male, ho pensato. Invece no, mi sono ritrovata a sottilineare la vera svolta che subirà il condominio nel quale abita suo padre dopo il collaudo del nuovo ascensore, visto che suo padre è disabile e non esce di casa da quattro anni. Questo sì che cambierebbe le cose, ho dovuto dire io. Sì però vorrei anche un sacchetto. Grazie. E così sono tornata a casa e ho scritto un nuovo mezzo-racconto sul mio palazzo:

Il figlio del palazzo

Un elastico gli tiene i capelli legati. Capelli da hippie. Abita al pian terreno e non gli funziona il citofono. I suoi amici picchiettano con le dita sul vetro della finestra senza tende. Lui si affaccia e gli passa le chiavi. Jeans neri, maglietta bianca tutti i giorni. Torna tardi a casa tutte le sere. Ha un gatto di nome "il gatto di Giuliano", noi lo chiamiamo così. Il gatto di Giuliano non mangia mai a casa di Giuliano ma della sua vicina della scala E. Anche a Giuliano piace mangiare dalla vicina della scala E. Tutti i giorni ritorna con un sacchetto di plastica bianco, e piccolo. Lo arrotola sempre tra le dita prima di suonare alla porta della vicina. Sembra che ci sia riso del ristorante cinese che sta di fronte. Ma questo non è possibile, perchè Giuliano e il suo gatto vengono nutriti chi prima, chi poi da tutte le vicine delle scale A, B, C, D. A volte non sale nemmeno le scale. Le signore si limitano a lanciargli dal balcone qualche pacchetto ben imbottito di cose da mangiare e lui lo prende al volo, poi fa un grazie con la mano e se ne torna casa.



scritto da: corridrice alle ore 23:43 | link | commenti (1)
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martedì, 25 luglio 2006

I LOVE TRALICCI! & UNA NUOVA PUNTATA DI:

"Mi dice vado a Praga!"

 

Mi dice vado a Praga. Vai ok gli dico. Dopo due fine settimana non torna. E nemmeno dopo un mese. Mi chiama da una cabina dicendo che gli hanno rubato il cellulare e che ha trovato il mio numero su un libro che stava leggendo e che per fortuna.. Insomma non amo i riassunti. Qui la penultima puntata.
Oggi arriva un pacco a casa. E' di cartone giallo, ed è per me. Lo apro e c'è un bicchiere di ceramica con su scritto Klášterní Pivovar Strahov. Scocciato sopra un bigliettino: Ciao, mi spiace di non riuscire a contattarti ma qui a Praga il tempo è tiranno e i soldi pure. Lavorerò per un po' al ristorante Klášterní Pivovar Strahov ovvero la birreria del Monastero di Strahov sotto la tazza c'è il numero del locale. Spero di sentirti presto. A presto.

Facciamo il punto della situazione:

Punto uno: Gli costava troppo chiamarmi?

Punto due: Mi costerà troppo chiamarlo?

Punto tre: Qualcuno di sicuro mi risponderebbe : Zero!

Punto quattro: Sono una ragazza gentile e non dico molte parolacce. Però..



scritto da: corridrice alle ore 17:35 | link | commenti (18)
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domenica, 23 luglio 2006

Ora per la rubrica:

"La metà del prezzo di copertina di Remainders non vale di più delle sottolineature trovate nello stesso libro preso in prestito dalla biblioteca" :

Suora non più
 
Zio Tony passò una giornata intera a sbraitarle addosso, chiamandola oca, stupida, sciocca. E lei ebbe quasi un nuovo crollo nervoso. Lui le si mise dietro, la seguì tutt'intorno alla casa gridando, cercando di farle cambiare idea. Proprio di fianco a nonna Toscana, i Rocca stavano costruendo una nuova casa. Zio Tony col suo vocione gridava così forte che i muratori sentirono ogni parola che emise. Interruppero il lavoro e si misero ad ascoltarlo. Due mesi prima di partire per il Kentucky, una mattina mia madre stava facendo colazione e zio Tony attaccò di nuovo la solita vecchia discussione. Che non aveva senso. E che forse non la trattavano bene a casa? E che voleva seppellirsi in una buca e dimenticarsi tutte le belle cose che la sua famiglia aveva fatto per lei? Non aveva abbastanza da magiare e vestiti da indossare? E allora? Che altro voleva? Perché doveva essere così egoista? Pensasse alla sua povera madre che avrebbe dovuto invecchiare senza vedersela intorno. Perché non poteva pensaci su e capire l'errore che stava per commettere?
Mia madre chinò il capo e incominciò a piangere.
Uno dei muratori li stava osservando dalla sua impalcatura. Scese la scala e si avvicinò alla finestra della cucina. Anche lui era un italiano, ma non un tipo ordinario. Tanto per dire, aveva baffi e capelli rossi. Bussò e mia madre guardò dalla sua parte. Zio Tony voleva sapere che cosa voleva quello là. Lui aveva in mano una cazzuola. E l'agitò davanti alla faccia di zio Tony. "Se dici solo un'altra parola a quella ragazza, ti stacco la testa."
Nel preciso momento in cui mia madre lo guardò, successe qualcosa. Zio Tony si infuriò talmente che, senza dire una parola, uscì dalla stanza. Mia madre restò a guardare l'uomo con la cazzuola e i baffetti rossi. A un tratto cominciarono a ridere tutti e due. Lui se ne andò al suo lavoro, ancora ridendo. A mezzogiorno si sedette sull'impalcatura e guardò sotto, verso la finestra della cucina. Mia madre poteva vederlo. Lui fischiò. Lei rise e venne alla finestra. Lui voleva un po' di sale per il suo panino. E insomma cominciò così. Quell'uomo era mio padre. Ogni giorno rideva e chiedeva qualcosa. Se non era sale, era pepe, e mia madre rideva e glielo dava. Un'altra volta le chiese un po' di frutta fresca. E un giorno venne alla finestra rise e domandò se aveva un po' di vino. Poi volle sapere se sapeva cucinare. Mia madre rideva rideva. Finalmente gli disse di non portarsi più la merenda, ma di venire su a mangiare con lei. Lui rise e disse: “Ma certo.” Due mesi dopo, invece di andare in Kentucky, mia madre venne nella nostra città e si sposò.
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Innocenza perduta                                         
Ha sempre detto di aver avuto tutto perchè forse non ha cercato nulla. Crede nel destino oppure ritiene che ognuno costruisca la propria vita?
Non credo nel destino, ma non ignoro che nella vita di ognuno c'è una parte che dipende da noi e un'altra che dipende dagli altri. Faccio notare che noi siamo anche agli altri.
intervista di Antonia Cortés Sànchez
 
 

scritto da: corridrice alle ore 21:30 | link | commenti (8)
categorie: la metĂ  del prezzo di copertina
martedì, 18 luglio 2006

Una nuova rubrica: Ragazze a confronto!

Da quando è nato questo blog, tra i link è sempre stato presente questo: 
www.riesciacapire.splinder.com Il mio blog e quello di Adbeel sono gemelli in quanto nati pressocché in contemporanea, tra il 21 e il 22 settembre del 2005. 

                        E' quindi giunto il momento che avvenga qualcosa di gemellare. 


 



Premessa:
Eravamo piccole e ci dicevano: "Prendete il diario e segnate per il giorno x: Tema." E noi sbuffando, tiravamo fuori il diario da sotto il banco e scrivevamo per il giorno x: Tema. Ora siamo grandi. E non ci dicono più "Prendete il diario." Così da oggi, ci diremo direttamente noi stesse di prendere il diario, e ogni mese sia su corridrice con slancio che sul blog della veggente spaziale in ritardo, o meglio nota come Adbeel, apparirà un Tema.

Lo svolgimento di questi temi dovrà necessariamente seguire questo regolamento:
1) vale il fuori tema
2) ci si può fare aiutare dai genitori
3) si può tenere il libro di testo sotto il banco
4) la brutta copia si può portare a casa
5) non serve scrivere per metà foglio
6) si può usare lo sbianchetto

Inoltre è importante che nei commenti diate il voto che meritiamo per quello che abbiamo scritto.
Ecco gli insidacabili voti: OTTIMO SUPER OTTIMO e SUPEROTTIMISSIMO (e poi a scelta si possono aggiungere degli "issimo" in più, per meriti particolari.)

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Corridrice con Slancio

Tema

Io e la patente

Io la patente non andiamo un granché d'accordo. E' semplice: non ce l'ho. Un giorno mi dice Ah ma tu non ce l'hai la patente? Eh no, non ce l'ho gli dico io. Che bello! Nemmeno io vorrei averla dice lui. Nessuno mi aveva mai detto che era una cosa bella non averla, e mi ha stupito molto. La patente è una cosa che si fa a diciotto anni. Io a diciotto anni ero troppo occupata a cercare di fare la modella poi l'animatrice poi a studiare al liceo. Così ho saltato interamente la fase della patente. Poi un altro giorno mi dice Ah ma fai l'animatrice? Eh sì, d'estate.. dico io. E questa estate parti? No non voglio più partire gli dico io. Però quando sono in macchina con qualcuno so quasi sempre che strada indicare. Anche se quando dico destra o sinistra per un secondo mi guardo le mani. Poi se non si ha la patente e si è in macchina, si notano sempre le coppie che sono nelle altre macchine. Guardo sempre com'è lui e poi guardo lei che quasi sempre lancia sguardi brutti alla: Tu non sai cosa rischi a guardare il mio ragazzo! e mi fa un sacco ridere. Poi un'altra cosa bella dello stare in macchina senza avere la patente è guardare la gente al semaforo rosso. Domenica eravamo in porta ticinese, eravamo fermi. Quattro ragazzi camminavano uno affianco all'altro. Il quinto camminava qualche passo avanti a loro. uno dei quattro teneva in mano una piccola videocamera. Il quinto davanti a loro a un certo punto perde i pantaloni e cade per terra e ride. Poi si rialza in un lampo e si gira verso i quattro dietro e gli dice Allora com'è venuta? e il quarto con la videocamera gli dice Guarda guarda! e ridono tutti insieme. Io che ovviamente non ero alla guida ho visto tutta la scena per bene. Chissà poi perchè il quinto si è buttato per terra e il quarto che lo riprendeva mentre il quinto si faceva cadere pure i pantaloni in porta ticinese. E gli altri tre poi che ridevano e che si dicevano Ahaha, troppo forte! Sei un grande! Hahah.

 


scritto da: corridrice alle ore 13:18 | link | commenti (30)
categorie: rubrica ragazze a confronto
sabato, 15 luglio 2006

I LOVE TRALICCI & UNA NUOVA PUNTATA DI:

"Mi dice vado a Praga!"

 

Mi dice vado a Praga. Vai ok gli dico. Dopo due fine settimana non torna. Ah, non è tornato mi dico. Suona il telefono. Perchè il tuo cellulare è sempre spento? dico io. Perchè me l'hanno rubato. Ma come? gli chiedo io. Sì sul treno, mentre dormivo dice lui. Ah, mi dispiace. No, no non ti devi dispiacere è tutto ok, anzi meno male che non erano dei grandi curiosoni perchè non si sono presi il libro "Il crollo dell'età moderna" dice lui. Ah beh..certo..il libro.. gli dico io. Ma non capisci, dice lui. No, cioè sì ho capito, il libro non te l'hanno rubato, almeno hai un libro, dico io. Sì ma non capisci che sulla prima pagina del libro tu mi avevi scritto il tuo numero, e così ora sei il solo numero che possiedo dice lui. Ah, capisco dico io. E così ora sei il solo numero che possiedo, dice lui. Ho capito, ho capito dico io. Poteva andare veramente peggio, dice lui. Eh, sì molto molto peggio dico io.

Facciamo il  punto della situazione:

Punto uno: Se siete di quelli che si perdono sempre le puntate 1 2 3 e 4.

Punto due: Niente panico!

Punto tre: Eccole qui! 1 2 3 4


scritto da: corridrice alle ore 17:51 | link | commenti (14)
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mercoledì, 12 luglio 2006

Ieri erano le 11 quando sono andata al parchetto col cane, non con il mio, ma con quello di una amica, insomma per farla breve sono rimasta là fino all'una di notte e mi sono stortata una caviglia e mi hanno punto almeno 20 zanzare, poi sono tornata indietro e della caviglia mi ero del tutto dimenticata. Oggi invece ho un dolore lancinante. Ma non ho il piede gonfio, la mia conoscenza molto intuitiva dell'anatomia umana mi fa pensare che si sia gonfiato solo dentro e che da fuori non si vede. Insomma mi sa che alla fine come al solito non mi sono fatta niente. Però stamattina sono rimasta, preventivamente, a casa e ho scritto un nuovo racconto sul mio palazzo:

Nome in codice: T.A.Y.S.O.N.

Sono arrivati. Non hanno detto niente a nessuno. Hanno buttato giù i muri, hanno ridipinto le persiane, hanno messo le tendine e i vasi sul davanzale. Un certo giorno è apparso anche un cane. Ora sì, che sono al completo: padre, madre, fratello, sorella e cane. A volte viene anche la nonna a trovarli. Gli manca il giardinetto e il sogno americano sarebbe riuscito, se solo non fosse che ogni domenica mattina da dietro le loro tendine si sente aleggiare per tutto il cortile il meglio di Gigi D'Alessio. Questo, di per se, non è neanche tanto brutto. Se solo non usassero Gigi per coprire le loro voci che si urlano addosso quasi tutti i fine settimana. Negli altri giorni si può stare tranquilli, anzi tranquillissimi. Escono tutti la mattina presto, e tra chi va a lavorare e chi va a studiare, nessuno torna prima di cena. La nonna fa passeggiare il cane nel tardo pomeriggio. Quando torna a casa cioè alle sette in punto, si sente per tutto il palazzo odore di soffritto di cipolle. Così quando uno della famiglia torna a casa e suona il citofono, ovviamente si sente Driiiin per tutto il palazzo, e la nonna non alza la cornetta del citofono. Lei urla dalla cucina Chi èèèè? poi si asciuga le mani sul grembiule, si affaccia al balcone, aggiustandosi i capelli neri raccolti da mille forcine. Non importa quale sia il componente del nucleo familiare a suonare, tutti alzano un braccio al cielo e le dicono Macchè ti strilli? E apriiii! Così lei torna dentro dicendo E apro...aproo! Un giorno era quasi tardo pomeriggio, tornavo a casa. Infilo la chiave nella serratura del portone. Non faccio in tempo a girarla per aprire che qualcuno dall'altra parte aveva schiacciato il pulsante di apertura e la mia chiave attaccata al portone si è allontanata dalle mie mani improvvisamente. Era la nonna "Chi èèèè?" insieme al cagnolino, che mentre parlava con una signora non si era accorta di aver aperto violentemente il portone. Mentre recuperavo la chiave sentivo: “Ah, che bello questo cagnolino.. Ma come si chiama?” E la nonna Chi èèèè?: “Tayson si chiama.” Tayson, anche lui, non è per niente tranquillo. La domenica si ritaglia il suo angolino e si mette ad abbaiare come un forsennato coperto ovviamente dalla voce di Gigi D’Alessio che aleggia per tutto il palazzo. A volte abbaia così forte che tutti i componenti della famiglia smettono di gridarsi addosso e gli dicono: “Taysoooon, macchè ti strilli!!!". E pace è fatta.


scritto da: corridrice alle ore 12:36 | link | commenti (14)
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martedì, 11 luglio 2006

Per la rubrica: "Le mie personali teorie" oggi, vorrei parlare di treni, ma non di quelli veri.

Già nel titolo ho detto una cosa non vera, e cioè che questa teoria non è solo mia, ma anche della mia amica E**. Io e la mia amica E** pensiamo che la gente abbia un proprio treno e che questo treno vada dritto per i suoi binari. Ma poi la gente, che ne sa la gente? Che ne sa degli altri binari? Ne sa qualcosa solo quando un altro treno si avvicina. Allora c'è molta gente che spesso trova più interessante il treno che gli si avvicina, e così molla il suo. Io ed E** pensiamo che siano più le ragazze a trovare gli altri treni così interessanti da mollare il proprio per saltare su quello di un ragazzo che si fa vicino, pericolosamente vicino. Ecco. Infine io ed E**, che abbiamo perso più di una volta il nostro treno, ora non lo perdiamo più, no, basta. Non è più il caso, che poi bisogna davvero correre per recuparare il proprio treno. Anche nel finale ho detto una cosa non vera cioè che non so se la mia amica E** si sia messa a correre come me!


scritto da: corridrice alle ore 12:33 | link | commenti (5)
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giovedì, 06 luglio 2006

QUARTA PUNTATA DI: "Mi dice vado a Praga!"

Mi dice vado a Praga. Ok vai, gli dico io. Ma non starò via molto, dice lui. No certo, ok dico io. Torna dopo un mese. Ah sei tornato? Sì sono qui. Poi mi regala un segnalibro e una minidv, fin qui ci siamo. Poi mi dice allora sei contenta che mentre mi buttavo stavo pensando a te? No, che non sono contenta. Sei un pazzo, lo sai? Sì lo so, ma tu invece sai che domani parto? Ah no, dico io. Eh sì, dice lui. E quanto starai via? Un fine settimana o due. Come o due? Cioè starò via un po', poi te lo dico. Ma quando me lo dici se parti domani? Domani, domani te lo dico, dice lui. Intanto ti ho preso questa borsa, ci puoi attaccare su delle lettere e le puoi staccare e comporre tutte le frasi che vuoi! dice lui. Ah, grazie. Ecco io ho scritto su una cosa ma se vuoi toglierla toglila pure, non mi offendo, dice lui.  No che non la tolgo è bellissima grazie! gli dico io abbracciandolo. Prego dice lui. E mentre lo abbraccio con la borsa a tracolla Sì però non mi hai detto dove vai? Vado a Praga dice lui. Ah, che domande..!  dico io.

05-07-06_1611

 

E ora per la rubrica:

"La metà del prezzo di copertina di Remainders non vale di più delle sottolineature trovate nello stesso libro preso in prestito dalla biblioteca"      (un libro che potete benissimo mettere anche voi nella vostra borsa a tracolla):

"Quella sera a letto ho inventato uno scarico speciale da mettere sotto tutti i cuscini di New York, collegato al laghetto del central park. Ogni volta che qualcuno si addormentava piangendo, tutte le lacrime sarebbero finite nello stesso posto e poi al mattino al bollettino meteo avrebbero detto se il livello della acque del laghetto delle lacrime era salito e sceso, così la gente poteva sapere se le scarpe di New York erano pesanti. E quando succedeva qualcosa di veramente terribile - tipo una bomba atomica o almeno un attacco con armi biologiche - avrebbero suonato una sirena fortissima per dire a tutti di andare nel central park e mettere dei sacchi di sabbia attorno al laghetto."


scritto da: corridrice alle ore 20:48 | link | commenti (12)
categorie: la metĂ  del prezzo di copertina

C'era una cosa che ha sempre dovuto immaginare: il tramonto e dimenticare, i palazzi e aspettare un nuovo giorno.

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