La nuova, inutile e fondamentale rubrica:
lui e lei
Milano è pieno di lui. Milano è piena di lei.

lui e lei al tavolino della festa dell'unità
Lui altezza poco sotto la media. Media per uno di statura media, non per uno di statura alta come me. Lei seduta. Lui si alza va dentro al bar e torna dopo un po'. Lei appoggia i piedi sulla sedia, spalle incurvate in avanti, il colletto della giacca di jeans alzato a ricoprire il collo lasciato scoperto dai capelli legati frettolosamente. Lei ancora lei, guarda fitto fitto il menù. Lui ritorna con in mano due bicchieri di amaro con ghiaccio. Lei toglie un piede dalla sedia, sempre col naso fisso sul menù. Lui appoggia i bicchieri sul tavolino si siede facendosi andare bene lo spazio lasciato libero dal piede di lei, la guarda. Ovvero guarda il menù, guarda. Perchè lei non da segni di volerlo abbassare. Lui allora si ricompone sulla sedia chiudendosi bene la giacca, che c'è sempre vento, c'è. Lei allora come interrotto quel ponte di pensieri che dagli occhi andavano fino al menù, lo appoggia e guarda lui. Lui prende sovrappensiero l'amaro e fa un sorso, lei rialza il menù. Amico, mi sa che non dovevi fare quel sorso ora sei punto e a capo. Lui molla subito il bicchiere e con una mano si allunga sulla gamba di lei ancora appoggiata alla sedia di lui. Lei ricostrisce quel ponte di pensieri che dagli occhi andavano fino al menù. Lui più agguerrito si avvicina e si mette vicino al viso dei lei a fissare il menù. Lei non più sola a fissare il menù abbandona tutto, lascia il menù e il ponte, ritrae il piede dalla sedia di lui, beve l'amaro, appoggia l'amaro si chiude ben bene la giacca e lo bacia. fine.
I LOVE TRALICCI! & UNA NUOVA PUNTATA di:
"Mi dice vado a Praga!"
Mi dice vado a Praga. Ah ok, gli dico io. E non torna più per 3 mesi. Oggi una mail. Ciao Sarah stavo parlando in aeroporto uno sconosciuto signore che mi ha chiesto se gli guardavo un secondo la valigia, è stato via 45 minuti. Lui ha ricambiato il favore permettondomi di scrivere una mail a te dal suo portatile. Dice che devi essere molto simpatica, da quello che gli ho raccontato di te. Io gli ho risposto che se tu sei simpatica io sono Gesu, allora lui ha riso un sacco e ha detto: No no, sei più simpatico te! E io gli ho detto: Ah se io sono simpatico allora Sarah è.. e mi sono bloccato non mi è venuto niente da dire. Stasera torno. Alle nove sentirai suonare il campanello di casa. A presto.
Facciamo il punto della situazione:
punto uno: alle nove non è suonato nessun campanello
punto due: nemmeno alle dieci.
punto tre: anche se il campanello suonerà nessuno aprirà.
punto quattro: questa potrebbe essere davvero l'ultima puntata.
punto cinque: si chiude il sipario.
punto sei: a presto, ora corro verso nuove e fantastiche rubriche!
La nuova rubrica: Ragazze a confronto!
Da quando è nato questo blog, tra i link è sempre stato presente questo: www.riesciacapire.splinder.com Il mio blog e quello di Adbeel sono gemelli in quanto nati pressocché in contemporanea, tra il 21 e il 22 settembre del 2005.
E' quindi giunto il momento che avvenga qualcosa di gemellare.

Premessa:
Eravamo piccole e ci dicevano: "Prendete il diario e segnate per il giorno x: Tema." E noi sbuffando, tiravamo fuori il diario da sotto il banco e scrivevamo per il giorno x: Tema. Ora siamo grandi. E non ci dicono più "Prendete il diario." Così da oggi, ci diremo direttamente noi stesse di prendere il diario, e ogni mese sia su corridrice con slancio che sul blog della veggente spaziale in ritardo, o meglio nota come Adbeel, apparirà un Tema.
Lo svolgimento di questi temi dovrà necessariamente seguire questo regolamento:
1) vale il fuori tema
2) ci si può fare aiutare dai genitori
3) si può tenere il libro di testo sotto il banco
4) la brutta copia si può portare a casa
5) non serve scrivere per metà foglio
6) si può usare lo sbianchetto
Inoltre è importante che nei commenti diate il voto che meritiamo per quello che abbiamo scritto.
Ecco gli insidacabili voti: OTTIMO SUPER OTTIMO e SUPEROTTIMISSIMO (e poi a scelta si possono aggiungere degli "issimo" in più, per meriti particolari.)
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Corridrice Con Slancio
Tema
Io e semafori di Milano
Io e semafori di Milano ce la caviamo abbastanza bene. Anzi, io e semafori di Milano ci vogliamo proprio bene. Poi, da pedone quale sono li sfido pure. Non passando con il rosso, no, e nemmeno con il verde, ma con l'arancione. Ci sono semafori che conosco, come quelli vicino casa mia, il cui arancione dura più del verde. E io mi dico: perchè Sarah l'arancione deve durare più del verde? Eh? Perchè? E dopo lunghe tesi e controtesi sono giunta ad una soluzione possibile: il fatto che il semaforo arancione duri più del verde è perché ci fanno vivere in una società di consumi e ci spingono sempre più a velocizzare, ad aumentare il ritmo della produzione di tutto. Dunque l'arancione dura di più.. Uno ci deve pensare a ste cose. Cioè se l'arancione dura di più è per permettere a più persone di non aspettare ferme al semaforo rosso l'arrivo del prossimo verde. Così con più semafori arancioni più lunghi del verde, la gente correrà di più. E' facile! Ma io che sono veramente pigra, cammino lenta pure quando c'è l'arancione, ed è per quello che me ne sono accorta! Nonostante io abbia un nick che dica che io corro, è tutta una cosa metaforica, insomma in ogni caso, un tempo, quanti sospiri passavano prima di rivedere l'amato o l'amata? Ora perchè ci scriviamo inutili messaggi, che non hanno nulla da aggiungere? Ma nulla! Insomma se avete davvero qualcosa da dire, aspettate e tenetevela, poi se davvero era una cosa che volevate dire la direte in faccia alla persona dei vostri sospiri. Insomma: sospiriamo di più e consumiamo di meno. Ho finito, vi amo, grazie.
Per la rubrica: "Le mie personali teorie" oggi, vorrei parlare di fumetti.
Oggi per la un po' trascurata rubrica delle mie personali teorie, vorrei parlavi di una 
personale teoria mia. In breve, perchè le vere teorie sono brevi, io penso che i fumetti siano belli, e fin qui siamo tutti d'accordo. Però penso anche che non si possano comprare tutti. Cioè magari sì, magari Maison Ikkoku che quando andavo in prima liceo mi piaceva un sacco e io avevo comprato tutti i numeri. Però poi basta. Insomma: non si possono avere tutti i fumetti! Una sera parlavo con un ragazzo e mi fa: io guadagnavo 4.000 euro al mese e ne spendevo 4.500. La metà dei 4.000 erano in cazzate l'altra in bisogni primari. La metà della metà delle cazzate andava via in fumetti. Ecco. Io dico no. Io dico che non si possono aevre tutti i fumetti che ci piacciono. Alcuni, una volta sfogliati bisogna riporli sul ripiano del negozio poi uscire in strada e pensare: E mo' che faccio adesso?
I LOVE TRALICCI! & UNA NUOVA PUNTATA DI:
"Mi dice vado a Praga!"

Mi dice vado a praga. All'inizio è sicuro di tornare dopo un mese, dopo mi dice che torna dopo due mesi e infine trova lavoro e non è più sicuro di nulla. Però mi chiama. tu tu tu...dice il telefono, pronto dico io, ciao dice lui. Sei carino a chiamarmi, dico io. Lo sono sempre io, se solo tu mi dessi modo, dice lui. Sei tu che hai deciso di restare a Praga a lavorare, dico io. Ma sarà grazie a questo lavoro che ti porterò in giro, dice lui. Non farti venire strane idee, dico io. E cosa c'è di strano nel volere stare con te? dice lui. Ah, ok. Bhè sì, certo, allora portati in giro da solo, e mandami una cartolina, e poi vedi cosa c'è di strano, dico io e chiudo.
Facciamo il punto della situazione
Punto uno: Volete sapere cosa è successo prima?
Punto due: Volete davvero sapere cosa è successo prima?
Punto tre: Qui tutta la prima serie: 1 2 3 4 5 6 7
Punto quattro: Potrebbe essere la pentultima puntata..sappiatelo.
Oggi per la rubrica:
"La metà del prezzo di copertina di Remainders non vale di più delle sottolineature trovate nello stesso libro preso in prestito dalla biblioteca": 
Accesi le luci e partii piano. Appena la casa fu scomparsa dal retrovisore accese una sigaretta e si lasciò andare contro il vetro.
- E' stato davvero a Montecarlo?
- Davvero. C'è una spiaggia e un principe.
- E qui cosa ci fa?
- Cose della vita.
- Lei è un impostore, vero?
- In qualche modo lo siamo tutti. Si interessa di filosofia?
Comiciò a ridere e mi disse di andare più piano, che si vergognava di ciò che stava facendo.
- Almeno a Montecarlo si prendono gioco di tutti.
- Non ne sia tanto sicura. Anche il principe ha i suoi problemi.
- Ma ci sono le principesse e può scegliere. Faccia un giro dell'isolato per favore.
Svoltai per la strada pricipale, passai di fronte alla farmacia e mi fermai all'ingresso della strada di Castelnuovo. I cani che si misero ad abbaiare erano molti, a riconobbi subito il latrato di quello che mi aveva morso.
- Sa cosa farei al suo posto se credessi di non poter scegliere? Andrei a letto con il prete che è una brava persona. O con quel tale che allena i ragazzi del club, non so come si chiama. Altrimenti, diventi maestra rurale o si prenda i soldi e la macchina di suo marito e se ne vada via ma non mi dica che non può scegliere. Lei, soprattutto. Dica che non ha avuto il coraggio e basta.
- Lei non capisce, -mi disse ferita. - Gli uomini chiedono sempre troppo. Adesso andiamo che si sta facendo tardi, per favore.
La nuova, inutile e fondamentale rubrica:
lui e lei
Milano è pieno di lei. Milano è piena di lui.

lui e lei al todos a cuba - aperitivo
lui altezza media, faccia da bello alla roul bova, ma più serio. lei pelle abbronzata e
vestito frufru. lui entra nel locale, fa un giretto. lei resta fuori, si guarda intorno. lui esce e si dirige verso i tavolini fuori, lei lo segue. si siedono. lui prende una panascè piccola, lei anche. lui torna dentro a farsi qualche giretto per il cibo. lei guarda un punto indeterminato. lui ritorna, lei beve un sorso dal bicchiere. lui la guarda e non apre bocca se non per mangiare, lei controlla il cellulare inutilmente. lui beve, poi chiede al vicino di tavolino se ha d'accendere. lei fa il gesto per dire che l'accendino lo ha, è nella borsetta. troppo tardi lui ha già detto grazie al vicino di tavolino. lei riguarda ancora un punto indeterminato. lui si gode la
sigaretta. lei aspetta. lui sta per finire la sigaretta. lei fa per alzarsi. lui la guarda e non apre bocca se non per finire la sigaretta. si alzano e se ne vanno. le birre lasciate nei bicchieri, tre olive nel piatto di lui e nessuna una parola. prego.
I LOVE TRALICCI!

Bene, cioè male. Visto che siete tutti dei maledetti timidi furbetti, romperò io il ghiaccio, spezzando una lancia a favore della rubrica:
Balcone con piante
Filtrava poca luce dai ramoscelli delle piante, aggrovigliati come in una selva e disegnava strane forme sul rettangolo del balcone. Il postino, puntuale, appoggiò la bicicletta sotto il citofono. Mentre rovistava nel borsone in cerca delle lettere per il palazzo trentanove, due o tre gocce gli caddero sul cappello. Guardò a terra, poi osservò il cielo. Con la posta tra le mani fissò il muro. Seguì con gli occhi delle righe più grigie del grigio del cemento. Era acqua che cadeva dai vasi, sì consolò mentre entrò nel portone. Quando il campanile suonò, il postino già pedalava via lontano. Tra le piante del balcone, aggrovigliate come in una selva s’intravedevano le undici da poco passate. In quel piccolo spazio l’odore di terra riempiva l’aria. Delle dita lunghe e sottili, dentro grossi guanti gialli, si fecero carico di trasportare una grossa radice. Un piccolo viaggio nelle sue mani, solo qualche passo fino al nuovo vaso. Tirò su la schiena, e si asciugò il sudore dalla fronte con la dura stoffa che le ricopriva il polso. Fece un sorriso al cane. Poi appoggiò le grosse protezioni gialle in un angolo lasciato libero dai vasi e prese la scopa. I pezzi di terra che tradirono la radice erano ora ammonticchiati, in un angolo, era una montagna di terra giovane e molle, protetta dalle setole nere della scopa. Il cane l’annusò, e con meraviglia scoprì che, come sempre non c’era niente da annusare, così si sdraiò sbuffando. Le nuvole che avevano passato la notte a giocare a nascondino con le stelle, ora erano stanche. E così il vento annunciò il temporale con un soffio fortissimo. La piccola montagna non si sgretolò, ne la scopa guardiana si scompose, e mentre le piante si lasciavano piegare in mille direzioni, i guanti gialli volarono via. Caddero sul davanzale del piano di sotto, sospettò il cane annusando in direzione della scomparsa. La donna dalle dita lunghe e sottile, non si accorse di nulla. Era in cucina e lavare la colazione. Il cane che intuì lo sbattere di lì a poco delle porte-finestre del balcone per la forte corrente riuscì ad entrare in casa appena in tempo.

Oggi per la rubrica:
"La metà del prezzo di copertina di Remainders non vale di più delle sottolineature trovate nello stesso libro preso in prestito dalla biblioteca":
Sull'aereo

Il jet era tozzo e ghignante come un pescecane con la sua coda. Era la prima volta che prendevo l'aeroplano. Strana esperienza, salire a bordo di quell'affare. Vida provocò il consueto panico fra i viaggiatori maschi mentre raggiungevamo i nostri posti. Ci stringevamo subito le cinture. Tutti quelli che salgono su u n aereo entrano in una confraternita di nervosismo. Guardai dall'oblò. Eravamo proprio sopra l'ala. Mi stupì constatare che c'era un talleto, sul pavimento dell'aereo. Alle pareti, scenette di genere californiane: finicolari, hollywood, la Coit Tower, il telescopio di Monte Palomar, i ruderi di una missione, il Golden Gate, il giardino zoologico, una barca a vela etc. Poi un edificio che non riconobbi. lo guardai ben bene. Forse l'avevano costruito mentre ero in biblioteca. Gli uomini continuavano a guardare Vida, benchè l'aereo pullulasse di graziose hostess. Vida rendeva le hostess invisibili, il che certo capitava assai di rado.
<<Da non credere>> dissi.
<<Se lo prendano se lo vogliono. non so che farci del mio corpo.>> disse Vida.
<<Sei perfetta>> dissi.
<<Solo perchè sono con te>> disse lei.
E ora, una nuova inutile e fondamentale rubrica:
lui e lei
Milano è pieno di lei. Milano è piena di lui.
lui e lei all'Oberdan
lei una ragazza dai capelli lunghi, castani, curati, si vedeva che li tagliava una volta al mese. lui, alto capelli col ciuffo e il colletto della camicia bianca all'insù, si vedeva che si dava arie da ragazzo di yacht di lusso. lui e lei vanno al cinema. lui paga anche per lei. lei decide dove sedersi. lui le da un bacio mentre le luci in sala si abbassano. il film comincia, è un gran bel film vedrai dice lui e la guarda mentre insieme ridono. lei si tocca i capelli e muove il piede su e giu, lui si aggiusta il pantalone. all'intervallo lei va al bagno. lui riaccende il cellulare e lo rispegne. lei torna, il film ricomincia. lei bacia lui mentre le luci si riabbassano. una vecchina piccola e curva, con un sacchetto di plastica bianca semivuoto nella mano destra, e il bastone nella sinistra, striscia tutto il piede su ogni gradino per non cadere. lui vede la vecchina. la vecchina non vede lui, ha gli occhi solo per gli scalini. lui dice una cosa all'orecchio dei lei. lei non sembra contraria, anzi fa sì con la testa. lui si alza nel bel mezzo del film e va verso la vecchina. in quell'attimo nel bel mezzo del film nessuno parla. si sente solo lui che dice: signora vuole una mano? e la vecchina: No! lui allora si ricompone e in sala la gente ride anche se il film in quel momento non faceva per niente ridere.
C'era una cosa che ha sempre dovuto immaginare: il tramonto e dimenticare, i palazzi e aspettare un nuovo giorno.