Vorrei scrivere un racconto su questa cosa che mi è successa.
Oggi per la rubrica:
"La metà del prezzo di copertina di Remainders non vale di più delle sottolineature trovate nello stesso libro preso in prestito dalla biblioteca":
zoppicando, raggiunse le scale. Il signor Rudolf si fermò e si tolse il berretto di lana. La neve che aveva sulle scarpe cominciò a sciogliersi. Poiché aveva una coscienza sociale e non sapeva mai bene che atteggiamento tenere nei confronti di chi faceva lavori umili, come pulire le scale di un palazzo, la pozzanghera che si stava formando ai suoi piedi lo metteva a disagio.
le maniche della felpa, mi metto una mano sulla fronte e mi alzo la frangia, chiudo gli occhi e prendo il sole. Poi apro così, distratta, gli occhi guardo sempre più distratta il sole, li richiudo subito e vedo così, distratta, nell'infinito interiore che si dispiega sotto le mie palpebre, due punti arancioni uniti da una linea.La nuova, inutile e fondamentale rubrica:
lui e lei
Milano è pieno di lui. Milano è piena di lei.

Lui e lei alla Casa 139
I LOVE TRALICCI & UNA NUOVA PUNTATA di:
"Vado a Praha con Franz Krostopovich che suona il violino!
Ma non ve l'avevo detto?"
Tu ce l'hai la tessera? dice lui. No non ce l'ho, dico io. Allora siamo in due, dice lui. Vuole un po' di torta? dice la signora. No grazie, dico io. Ma è alle pere, è buona dice lei. Allora ok. L'ha fatta la tessera? dice la signora mentre taglia la torta. Eh....no, dico io. Ma anche se si è familiari dei musicisti? Eh sì mi spiace bisogna fare la tessera. Ok, dico io, posso finire di fumare la sigaretta almeno? Sì d'accordo. Io vado dentro dice lui, ci vediamo dopo. Sì, io vengo dopo, dico io mentre mangio un pezzo di torta. E' meglio che entri subito se no, ti beccano e te la fanno fare. Cosa? dico io. La tessera, dice lui. Ah, va bene, va bene.C'era una cosa che ha sempre dovuto immaginare: il tramonto e dimenticare, i palazzi e aspettare un nuovo giorno.