La nuova, inutile e fondamentale rubrica:
lui e lei
Milano è pieno di lui. Milano è piena di lei.


Oggi per la subissata rubrica:
"La metà del prezzo di copertina di Remainders non vale di più delle sottolineature trovate nello stesso libro preso in prestito dalla biblioteca":<<Ma chi?>>.
<<Lui è più forte di noi. E’ un uomo coi muscoli nel cervello, solleva ragionamenti pesantissimi, schiaccia idee con una sola mano, rompe ogni tipo di propositi. Ha una grandissima forza di volontà, ma è talmente grande e potente che il più delle volte con quella stessa forza di volontà riesce a uccidere la volontà stessa>>, dice quella con le gambe a spina di pesce, giovane ma coi capelli a tarantola.
<<Un demone!>>.
<<Non direi. Ma un osso duro sì, un uomo che sa il fatto suo, e che non gliene può fregar di meno di fatti degli altri. Questo è un esempio>>.
<<Nicos! Guarda che se non mi apri, io ti uccido. Ti uccido Burro>>.
<<E io piango>>.
<<Non piangere, Nicos>>.
<<Piange il vostro osso duro>>.
<<Ha una tale forza emotiva, ha i muscoli della commozione sviluppatissimi: tutti i giorni per ore e ore si allena a lacrime>>, spiega quella con le gambe in vacanza e le mani con serte.
<<Piange?>>
<<Non proprio. Si sforza di fare uscire le lacrime: dosa e usa il canale lacrimale, che ormai è diventato un fiume. E’ mai stato nella sua palestra?>>, chiede quella coi capelli neri e con la borsa sotto il braccio.
<<No, sono qua di passaggio se non fosse per l’ascensore non sarei nemmeno più qui>>.
Uno sparo e un guaito aprono l’aria e cavalcano l’eco.
<<Che hai fatto, mamma tre?>>.
<<Quello che ti avevo detto, Nicos>>.
<<Cioè… hai ucciso il cane? Be’, non fa niente>>.
<<Come, non reagisce?>>.
<<Sono in azione i muscoli del perdono, è alleatissimo. Passa pomeriggi interi a sviluppare anche quelli dell’autocontrollo>>.
<<E quali sarebbero i muscoli dell’auto controllo?>>.
<<Stanno sempre nel cervello. Noi frequentiamo la sua palestra e lo vediamo spesso simulare dispiaceri, schiacciarsi le dita tra le porte, offendersi, farsi picchiare, autorganizzando una litigata senza motivo, per poter sviluppare così perdono e autocontrollo>>, dice quella triste, vecchia, senza capelli e con le gambe in spalla.
<<Ma non sarà scemo?>>.
Nicos lo abbraccia e lo ringrazia.
<<Vede: adesso usa il muscolo dell’indifferenza, sfruttando addirittura un’antipermalosità, frutto del sollevamento pesi dell’educazione. E’ la forza dell’educazione: passa ore e ore a rassodare l’idea del rispetto>>.
<<Nicos, hai sentito questo rumore metallico? Era il tuo orologio da taschino che andava in mille pezzi>>.
<<Mamma tre!!! Cacchio! Il cipolline no! Sei pazza, quello no! Era un regalo che mi ero fatto io>>.
<<E adesso?>>, chiede Alvise impaurito e basito. <<Adesso cosa succederà?>>.
<<Be’, lui ama molto soltanto una persona, solo una, e per quella persona farebbe anche una pazzia: se stesso. E quell’orologio se l’era regalato proprio lui>>, dice una di quelle a caso.
<<Ma il cane? Non era suo anche quello?>>.
<<Sì, ma gli era stato regalato dal padre, che lui non ama>>, risponde un’altra nel mucchio.
Vorrei scrivere un racconto su questa cosa che mi è successa.
"l'uomo che salta e vince sui vetriC'era una cosa che ha sempre dovuto immaginare: il tramonto e dimenticare, i palazzi e aspettare un nuovo giorno.