Aspetta primavera, corridrice

mercoledì, 31 ottobre 2007

Oggi per la subissata rubrica:

"La metà del prezzo di copertina di Remainders non vale di più delle sottolineature trovate nello stesso libro preso in prestito dalla biblioteca":

    L'uomo è oppresso dal denaro. Deve guadagnarlo, un giorno dopo l'altro. Deve guadagnarne sempre di più. Per le cose ordinarie e per la vita. Ecco perché le vacanze sono un momento difficile, per lui. Un altro momento difficile è il weekend, quando l'uomo non guadagna e non progredisce.
    Allora sta in casa e guarda moglie e figlio continuare la vita di ogni giorno. Sembrano non sapere nulla del denaro. Non che siano stupidi, ma lasciano la luce accesa in corridoio. Consumano elettricità. La moglie non fa che cucinare. Deve preparare la carne. Deve preparare le patate e portare il succo d'arancia in tavola. A lui piace mangiare sano, ma le focaccine calde cotte nel forno che consuma un sacco di gas non sono necessarie. Suo figlio fa una telefonata. Poi sua moglie fa una telefonata. Entrambe vengono immediatamente registrate dall'appartamento dell'AT&T e addebitate all'Ibm. Un giorno capita che comprino tre giornali. Un altro giorno il ragazzo va fuori in cortile. Come al solito non fa attenzione. Naturalmente casca e si strappa i pantaloni. Questo capita di sabato. La domenica una vicina bussa alla porta, furiosa perché erano di suo figlio, i pantaloni presi in prestito e poi strappati, costano 5 dollari e 95 cent, e sono di ottimo velluto a coste sottili.
    Quando sente questa storia, l'uomo va fuori dai gangheri. Non sa dove prendere quei soldi. La verità è che ha un buon stipendio e mette via cinque dollari alla settimana per mandare il figlio all'università. L'ha fatto puntulmente, ogni settimana, per anni, e adesso ha 2750 dollari in banca. Ma non sa dove prenderà quei soldi per tutta la vita. Sulla porta, senza una parola, dà alla vicina sei dollari in contanti e riceve due cent di resto. Guarda le due monete che ha in mano. Si sente squattrinato e gli sembra di svenire. Per mostrarsi forte, butta i due penny addosso la vicina, che si mette a urlare e poi scappa. Lui la rincorre per due isolati. Il marito non può venirle in aiuto perché fa il turno di domenica. I figli sono al cinema. Quando arriva alla cassetta della posta, all'angolo, la donna ci si appoggia contro. Si volta spaventata e gli butta i sei dollari. Lui prende le banconote fluttuanti al volo. Le colpisce in pieno, con tutta la forza che ha. Svolazzano come foglie sul cappotto della donna che grida: <<Basta! Basta!>>




scritto da: corridrice alle ore 19:15 | link | commenti (5)
categorie: la metĂ  del prezzo di copertina
sabato, 13 ottobre 2007

I LOVE TRALICCI
&
UN NUOVO TITOLO PER UNA NUOVA PUNTATA di:
"Farsi sotto tutto l'anno per un punto imprecisato verso l'Est"
Sono pronti? dice lui. Quasi dico io, è che non riesco a separarli. Ah, come noi due, dice  sputando quattro noccioli di oliva nella mano. Sai stavo pensando a una frase senza senso di uscita dico io alzandomi dalle sedia. Devi ancora decidere per sabato e domenica prossimi, lo sai questo vero? dice lui. No è che mi tira la pelle del viso quando non metto la crema, questo è un fatto naturale se vuoi, ma chiarifica anche una certa dipendenza sviluppata dalle mie cellule, che senza crema non sanno più stare, mica come voi, vi lavate una passata di asciugamano e via. E poi sai a cos'altro pensavo? dico io, No prova a dirmelo potrebbe interessarmi dice lui, scrocchiando il collo, Pensavo al gesto di tirare l’acqua, è un’espressione obsoleta in certi bagni, soprattutto quelli dei bar, l’acqua ora non si tira più, si schiaccia. E con ciò? Be' di certo a casa mia non è ancora conveniente avere pensieri di tale portata.


Non dimenticate di ricordare
il nuovo negozio dimenticato,
proprio qui

scritto da: corridrice alle ore 15:16 | link | commenti (20)
categorie:
lunedì, 08 ottobre 2007

Oggi per la subissata rubrica:

"La metà del prezzo di copertina di Remainders non vale di più delle sottolineature trovate nello stesso libro preso in prestito dalla biblioteca":

[191]

La domenica è il giorno in cui si vedono i mariti. Tutta la settimana tu vedi le mogli, poi la domenica vedi che hanno un marito, tutte, e vanno al ristorante – e passeggiano nel quartiere.

 

[277]

Nel medio-evo l’uomo era l’abitante di due città: quella terrena e quella celeste. La città terrena non era perfetta, quella celeste sì.  Era inutile cercare la realizzazione di se stessi, la felicità nella città terrena, poiché questa completa realizzazione l’uomo poteva trovarla, dopo una vita proba, nella città celeste.
La Raison, la civiltà industriale che ne derivò, abolirono la città celeste. All’uomo ora restava di realizzarsi nella città terrena: trovare cioè in vita quella felicità che gli era stata promessa dopo la vita. Da qui la filosofia del successo, del libero amore, del perseguimento della felicità e del benessere. L’uomo non vuole più soffrire in questa città terrena, né rinunciare a nulla. Ma la civiltà del benessere porta con sé proprio l’infelicità, poiché propone all’uomo simboli del suo stato, da raggiungere, e riduce ogni conquista in termini materiali, quindi deperibili.
Per continuare su questo tapis roulant l’uomo deve inoltre consumare; e per consumare di più, lavorare di più. E raggiungere sempre nuove mete a quelle iniziali. Dev’essere proprietario, deve credere che l’amore è un’esperienza, e rinnovare quest’esperienza continuamente.


[304]

Avrebbe potuto scrivere pagine e pagine su quel mare che ora, non allora, egli vedeva dalla finestra di un terzo piano, da padrone, in un albergo confortevole e senza ansie per il futuro. E trovare nelle onde avvoltolate dalla tramontana, spinte contro i ristoranti, qualcosa… Trovarci, col freddo rancore del ricordo un ritratto, una soluzione, forse solo un meccanismo deludente, che spiegasse e desse un senso alla commedia di tanti anni, all’attesa. Trovarci l’avvertimento inascoltato e negletto. Invece passò il tempo leggendo i giornali, ficcato a letto, oppure parlando con gente che non avrebbe rivisto, preso dalla noia dei giorni che non promettevano niente di meglio.

 

[350]

31 dicembre. E’ da stamattina che stanno sparando, fuori. Cominciano a salutare l’anno nuovo. Alle due del pomeriggio è già pericoloso girare per strada. La mia idea di partire alle nove per non assistere alla baraonda e passare così la notte dell’ultimo dell’anno in treno non ha più senso. Ma partiamo lo stesso. Non si trovano taxi. Ci accompagna un amico. Alla stazione non si trovano portabagagli, c’è un vecchio che fa il portabagagli abusivo e chiede una somma spropositata per portare al treno col suo carretto le nostre valigie. Benissimo. Nella stazione sparano e si sente, nelle pause, il borbottio di tutta la città che spara, nei quartieri vicini e più lontani. Non si capisce perché. Sfugge tutto. Forse sbagliamo noi a non accettare il punto di vista della maggioranza. Sparare per sentirsi che cosa? Più forti? Più allegri, più mandolinisti? Non si capisce. L treno è una soluzione.
Alle undici della mattina dopo arriviamo a Montreux. La stazione è deserta. Il giovane portabagagli si toglie il berretto e tenendolo tra le due mani ci dice: <<La coincidenza parte tra un’ora. dieci minuti prima troverete il vostro bagaglio sul treno. Avete tempo di fare un giro per la città o per andare al caffè. Ce ne sono due. Uno nell’interno della stazione, l’altro di fronte. Grazie.>> E se ne va con un accenno di inchino.
La città è deserta. Un sole pallido sfiora la nebbia del lago. Cigni, anatre e gabbiani lungo la riva. Passeggio tranquillo.


scritto da: corridrice alle ore 10:32 | link | commenti (4)
categorie: la metĂ  del prezzo di copertina

C'era una cosa che ha sempre dovuto immaginare: il tramonto e dimenticare, i palazzi e aspettare un nuovo giorno.

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