Se si arriva a casa per primi, e questo pare proprio essere il vostro caso, la porta alla vostra totale destra sarà chiusa.
Chiusa in un senso che sotto la maniglia marrone, c’è una chiave.
Per un lungo periodo, non so da quando, forse fino a quattro o cinque anni fa, non si sa come, non c’erano mai state maniglie in questa casa. È abbastanza curioso non avere delle maniglie alle porte. Poi un giorno io e mia sorella ci siamo impuntate, e siamo riuscite a convincere nostra mamma che avere le maniglie, era necessario.
Il fatto che le maniglie non siano mai piaciute a mia madre non gliel’ho mai chiesto, ma l’ho potuto intuire. Per esempio se entravo in una camera e chiudevo la porta, accostandola, perché si poteva far solo così, lei poco dopo la spalancava d’improvviso come qualcuno che ti ha scoperto fare qualcosa che non si poteva. Poi diceva Perché hai chiuso?
Queste maniglie che ora ci sono, sono marroni, a guardare con attenzione ci sono le maniglie sulla porta della camera, su quella del bagno, in quella del bagnetto, in quella della sala e simile anche quella del balcone ma nella finestra della cucina no, e quella della finestra della sala è diversa da tutte perché deve essere quella originale di quando hanno tirato su il palazzo, è in ottone annerito ed in un certo senso è molto delicata.
Continuando sulle cose delicate, alla totale destra, quando si entra in casa, e si è i primi ad essere entrati in casi, e questo potrebbe davvero essere il vostro caso, è necessario avere una certa manualità con quella maniglia.
Per prima cosa bisogna essere cauti, poi anche un po’ astuti, non perché sia rotta, però ha come una combinazione.
Prima bisogna impugnare la maniglia, e poi ragionare al contrario, spingere la porta verso di sé, tenendo nel frattempo la chiave sotto con le dita in modo da girare una volta in senso antiorario e mentre da una parte si spinge ragionando al contrario, e dell’altra si ruota in senso antiorario, la porta si apre.
Invece se siete brutali e anche di stampo un po’ manesco la maniglia vi rimarrà in mano.
Sì è proprio così, ma non scoraggiatevi perché anche a me è capitato qualche volta.
Ora, cosa fare.
Ci sono due possibilità, la prima è che si prende la maniglia che si ha in mano e la si reinfila della fessura che c’è, e si riprova come ho spiegato, poi come seconda possibilità, mentre si prova questa manovra, può succedere che la parte di maniglia che sta dall’altro lato della porta si sfili anche quella, e cada per terra.
Ma è del tutto improbabile che questo accada.
Se però questo accade, siete nei guai, ma non c’è da preoccuparsi, anche a me una volta è successo.
E come l’ho risolta?
Niente, ho dato uno spintone e ho praticamente rotto l’infisso in legno di dove entra la serratura quando è chiusa e che quindi tiene chiusa la porta.
Visto che ora rimane solo la probabilità che la porta vi cada addosso per una qualche brillante soluzione che troverete, ma che chiaramente adesso ignoro, io posso solo dire che avevo avvisato tutti.
Per una nuova e sempre più e sempre meno credibile rubrica, Apparizioni, comunico che:
Sarà presentato in occasione di un aperitivo letterario in casa editrice, Via Eleonora d’ Arborea, 30 – Roma, il 29 maggio 2008 a partire dalle ore 18,30, il libro Tutta mia la città, Perrone editore, in cui si potrà leggere, Inzi di qualcosa 3.
Aperitivo questo, in cui l'autrice non aperitiverà. A presto.
Forse non dovrei dirlo, però si è sempre dormito con il balcone aperto.
È strana come cosa, perché veramente se uno volesse entrare, ora non vorrei chiamare le rogne, perché un giorno, una mattina non volevo andare a scuola e di lì a poco c’era il tema d’italiano su un libro di cui ricordo bene il titolo mentre il resto no, si chiamava Chiamalo sonno, e così andavo al parco Marinai su delle panchine di mattina presto intorno alle nove, faceva anche abbastanza freddo a quell’ora, e io andavo in un angolo dietro la Palazzina Liberty, che è una specie di palazzina dove fanno concerti di musica, specialmente classica, a cui non ho mai assistito, e stavo lì con tutta la voglia del mondo di farmi passare una bella mattina sulla panchina a fumare, e poi chissà a fare cosa.
Stavo in un angolo dove ci sono più o meno in cerchio quattro o cinque panchine e man mano che la mattina passava, arrivava della gente, magari dei bambini piccoli con la biciclettina seguiti dalle badanti, poi dei ragazzi stranieri sempre dalla faccia scura, e a una certa ora arriva una signora, con un cagnolino un po’ anziano, spelacchiato, e si siede di fianco alla mia panchina.
Allora mi dice Che freddo che fa, Eh fa freddo dico, e poi per un po’ niente, mentre io mi do il cambio alla mano fredda che tiene il libro aperto.
A un certo punto da un sacchetto tira fuori una specie di scatoletta argentata, per gli alimenti, mi dice che lui mangia solo polpette di riso con il pollo spezzettato dentro, se no non mangia niente.
Sinceramente, all’inizio credevo fosse una cosa un po’ pomposa, preparargli ogni volta delle polpettine di questo genere, poi mi racconta che il cane che aveva prima, era morto ammazzato da delle polpettine che qualcuno gli aveva dato dal balcone perché ha poi scoperto che gli avevamo messo dentro dei pezzi di lampadina sbriciolata e che questi pezzi gli avevano tagliato tutto dentro, e che così gli avevano rubato in casa.
Ed è così che quel giorno lì, non l’ho più dimenticato, e ad addormentarmi col balcone aperto non l’ho sempre visto di buon occhio.
In ogni caso per chi è proprio diffidente, il modo lo si può trovare sia per il mio cane, che per chiudere le persiane.
E comunque per non cadere in uno stato di disgrazia mentale in cui pare che tra un attimo tutto sarà finito, vorrei far considerare lo stato del legno della portafinestra del balcone e della finestra della cucina, viste da un’ipotetica persona da fuori in cortile, che se fosse anche una persona di brutte intenzioni, poi mi si potrà dire Ma che gli frega è notte, mica lo vede lo stato delle finestre, Ma non è detto dirò io, perché davanti alle finestre c’è il lampione che dietro ha un albero molto alto, e tutto il lampione in sé, illumina molto bene la casa la notte.
Quindi, spesso, vista da fuori, soprattutto dopo che si tornerà dal portare giù la spazzatura, la casa, ma più che altro il legno delle finestre apparirà sullo sgretolarsi.
C’è da ricordare che se si arriva a casa di sera tardi, aprendo la porta, la sola luce che arriva senza far niente è la luce della scala e appena si chiude la porta, viene una luce dal lampione in cortile.
Trovandosi al piano rialzato casa mia, e non al piano terra come erroneamente ho sempre pensato, entra molto bene la luce del cortile, inoltre non sono mai state chiuse le persiane, credo forse una volta, l’estate in cui siamo andate a trovare lo zio Gianni in America.
Tutto questo per dire che nel corso di quest’anno la luce dell’anticamera si è fulminata, e nonostante questa sia una casa abitata da persone di altezza non inferiore al metro e ottanta, non sappiamo come fare a salire fin lassù, perché i soffitti di questo stabile sono molto alti, i più alti che si possa mai notare in palazzi di questo genere, ovvero popolari.
Quindi appena chiusa la porta dell’ingresso, sarete dentro un piccolo spazio, l’anticamera, alla vostra sinistra si troverà una piccola porta, e in senso orario la porta del balcone, poi un’altra porta, poi l’entrata della sala e alla vostra totale destra la porta della camera da letto.
Ecco, tra la porta della sala e la porta della camera da letto c’è chiaramente un muro, e facendo un passo, sul muro visto in verticale, c’è un interruttore per chi volesse avere subito della luce.
Anche la luce della sala è una luce che è appesa molto in alto in mezzo al soffitto, e si spera tanto duri ancora molto se no sono guai, anche se non guai grossi perché lì si vedrà subito un tavolo quadrato, quindi se si rompesse la luce dovrebbe bastare salirci sopra insieme a una sedia. Mentre la stessa luce in camera da letto è rotta da molto più tempo, ho presente dei ricordi di quando io e mia sorella giocavamo a nascondino e per fare prima l’accendavamo, e schiacciavamo anche con forza, per spaventare e scovarci prima, però si capirà che la sedia sul letto, si capirà bene ecco. Tutto quanto per dire che problemi creano questi soffitti.
Ora qualcuno avrà sicuramente pensato che per venticinque anni in questa casa si sia completamente dimenticato di comprare una scala. E qui si cade in errore, perché la scala c’è. È la scala più schifosa che qualcuno potrà mai vedere. Qui lascio a chi vorrà usare l’immaginazione per risolvere il problema della luce sul soffitto. Però per i più, o per quelli d’impostazione ostinata, confermo che la scala è sul balcone. Il balcone è un tasto un po’ difficile da spiegare, dirò che andando sul balcone e girando la testa a destra si vede in fondo appoggiata al muro una scala in legno scuro con qualche buchino fatto dagli insetti. È una scala molto vecchia, non saprei nemmeno dire da dove arrivi.
La luce naturale del lampione, poi uno fa come vuole, però per me è sempre servita la notte, perché entra in verticale nella stanza, e tenendo la porta della camera da letto semi chiusa entra una colonna che ho sempre guardato prima di dormire.
Da un lato è stato un bene, ma adesso quando succede di non dormire a casa, se nella camera non ci sono lucine o spiragli, è terribile per me. Sicuramente sarà possibile abituarsi al buio, io solo una volta, quando sono stata per cinque mesi a lavorare in un villaggio turistico e la camera che dividevo con altre due ragazze era totalmente buia, una volta spento tutto ci mettevamo a parlare fino a che uno non iniziava a fare tutto un discorso lunghissimo e quando a un certo punto si chiedeva Ma mi stai ascoltando? e nessuno rispondeva, era proprio l’ora di smetterla con tutto.
Essenzialmente, per essere brevi, c’è da capire che il cane deve poter uscire la notte sul balcone, così non si sono mai chiuse le persiane e la notte ho sempre fissato questa colonna di luce anche per stare attenta alle ombre di possibili ladri, che non ho mai visto, se non in un piede spostato tra le coperte, e subito pareva sul muro esserci qualcuno, ma ero sempre io.