Aspetta primavera, corridrice

domenica, 18 maggio 2008

Se qualcuno venisse quando io non ci sono

Una precisazione (2)


Forse non dovrei dirlo, però si è sempre dormito con il balcone aperto.
È strana come cosa, perché veramente se uno volesse entrare, ora non vorrei chiamare le rogne, perché un giorno, una mattina non volevo andare a scuola e di lì a poco c’era il tema d’italiano su un libro di cui ricordo bene il titolo mentre il resto no, si chiamava Chiamalo sonno, e così andavo al parco Marinai su delle panchine di mattina presto intorno alle nove, faceva anche abbastanza freddo a quell’ora, e io andavo in un angolo dietro la Palazzina Liberty, che è una specie di palazzina dove fanno concerti di musica, specialmente classica, a cui non ho mai assistito, e stavo lì con tutta la voglia del mondo di farmi passare una bella mattina sulla panchina a fumare, e poi chissà a fare cosa.

Stavo in un angolo dove ci sono più o meno in cerchio quattro o cinque panchine e man mano che la mattina passava, arrivava della gente, magari dei bambini piccoli con la biciclettina seguiti dalle badanti, poi dei ragazzi stranieri sempre dalla faccia scura, e a una certa ora arriva una signora, con un cagnolino un po’ anziano, spelacchiato, e si siede di fianco alla mia panchina.
Allora mi dice Che freddo che fa, Eh fa freddo dico, e poi per un po’ niente, mentre io mi do il cambio alla mano fredda che tiene il libro aperto.
A un certo punto da un sacchetto tira fuori una specie di scatoletta argentata, per gli alimenti, mi dice che lui mangia solo polpette di riso con il pollo spezzettato dentro, se no non mangia niente.
Sinceramente, all’inizio credevo fosse una cosa un po’ pomposa, preparargli ogni volta delle polpettine di questo genere, poi mi racconta che il cane che aveva prima, era morto ammazzato da delle polpettine che qualcuno gli aveva dato dal balcone perché ha poi scoperto che gli avevamo messo dentro dei pezzi di lampadina sbriciolata e che questi pezzi gli avevano tagliato tutto dentro, e che così gli avevano rubato in casa.
Ed è così che quel giorno lì, non l’ho più dimenticato, e ad addormentarmi col balcone aperto non l’ho sempre visto di buon occhio.
In ogni caso per chi è proprio diffidente, il modo lo si può trovare sia per il mio cane, che per chiudere le persiane.
E comunque per non cadere in uno stato di disgrazia mentale in cui pare che tra un attimo tutto sarà finito, vorrei far considerare lo stato del legno della portafinestra del balcone e della finestra della cucina, viste da un’ipotetica persona da fuori in cortile, che se fosse anche una persona di brutte intenzioni, poi mi si potrà dire Ma che gli frega è notte, mica lo vede lo stato delle finestre, Ma non è detto dirò io, perché davanti alle finestre c’è il lampione che dietro ha un albero molto alto, e tutto il lampione in sé, illumina molto bene la casa la notte.
Quindi, spesso, vista da fuori, soprattutto dopo che si tornerà dal portare giù la spazzatura, la casa, ma più che altro il legno delle finestre apparirà sullo sgretolarsi.

scritto da: corridrice alle ore 17:38 | link | commenti (13)
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Commenti
#1   19 Maggio 2008 - 13:23
 
visto che nel post precedente hai gradito le associazioni di idee provocate dal tuo scritto ne lascio a mia volta una. si tratta de "il pianeta di mr.sammler" di saul bellow. non sò spiegarti cosa del post me l'abbia ricordato, non certo la scrittura, tutt'altro genere certo, anche se è proprio la tua scrittura che trovo interessante, più delle storie intendo, ma forse in questo caso è l'atmosfera dell'incontro al parco, con quel tanto di languido che accompagna lo stare su una panchina da soli a leggere.
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#2   19 Maggio 2008 - 17:10
 
ciao ignotosorriso, sono contenta di sapere le cose che vengono richiamate mentre si legge qualcosa, mi piace molto venirlo a sapere, ora mi segno tutti questi titoli e li cerco, anche se non so se si capirà mai la relazione.
ciao!
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#3   20 Maggio 2008 - 10:06
 
E comunque, per lo meno, nessun vicino ti ha svegliato nel cuore della notte dicendo che gli erano entrati i bambini zingari in casa e che uno gli è uscito dall'armadio!
Ah, imprevedibilmente, il vicino era fatto come una zucchina.
Erano le 3,30
Era l'altroieri notte.
Maledizione.
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#4   20 Maggio 2008 - 14:23
 
sono sonnambula da sempre.
per me tutto chiuso, sia mai che mi butto giù.
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#5   21 Maggio 2008 - 11:53
 
La tua scrittura scorre dentro al petto come un dolce fluido.
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#6   22 Maggio 2008 - 15:12
 
.. se qualcuno venisse da me, quando ci sono o non ci sono, lo prego de lassarme i cd de springsteen e de prennersene quelli dei pooh .. gracias ..
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#7   22 Maggio 2008 - 15:16
 
ma, in natura, è possibile avere i cd di springsteen e dei pooh contemporaneamente?
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#8   22 Maggio 2008 - 15:17
 
lattore, è possibile credo.
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#9   22 Maggio 2008 - 15:43
 
bè... allora è un mondo sbagliato
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#10   22 Maggio 2008 - 15:47
 
.. ma voi, nella vostra vida, avete fatto siempre le stesse scelte? siempre bionde? o brune? solo castane? avete siempre gradito li spinaci? siempre amato gloria guida? non so ..
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#11   22 Maggio 2008 - 15:51
 
bè, no... però i pooh li ho sempre schifati... chiamala, se vuoi, abitudinarietà!
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#12   23 Maggio 2008 - 08:58
 
.. ma pure a me non è che piacciono da orgasmo .. ma penso che debba ascoltarse de tutto per poi apprezzare quel poco o tanto che ne valga la pena ..
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#13   23 Maggio 2008 - 13:17
 
aho... chettedevodadi'...
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Commenti

C'era una cosa che ha sempre dovuto immaginare: il tramonto e dimenticare, i palazzi e aspettare un nuovo giorno.

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