Aspetta primavera, corridrice

martedì, 10 giugno 2008

Se qualcuno venisse quando io non ci sono

Una precisazione (4)


Entrando in casa, è tranquillamente possibile che la prima sensazione fisica, a volte è successo anche a me, sia quella che scappi la pipì. Sarà molto agile trovare la porta giusta, solo dopo aver letto quanto segue.
Trovandosi dentro l’anticamera, appena di fronte agl’occhi, sulla esterna facciata una porta avrà un foglio stampato a colori, che riporta tale scritta: “PER TUTTI: si prega di bussare prima di entrare”, è tanto utile questa scritta, che ora, prima di riportarla qui, mi sono alzata per andarla a rileggere. Nessuno potrà esattamente capire la relazione tra questo foglio che avverte, e la porta sulla quale è stato appeso se non si continua qui di sotto.
Infatti, si potrebbe benissimo pensare che lì dietro ci sia il bagno, allora apriamola pure questa porta, che cosa c’è?
Il bagno appunto, ma non tutto.
Nel 1933, data di costruzione del palazzo, non esistevano i bagni per intero, esistevano i gabinetti, ovvero un quadrato in un angolo per ogni appartamento, con il cesso piazzato al centro.
Ecco che se la prima sensazione fisica sarà quella di cui parlavo prima, la pipì, aprire quella porta non servirà, e tanto meno leggere il foglio appeso, e poi: chi busserebbe a una porta se non c’è nessuno?
Dunque, appena entrati bisogna ignorare la porta di fronte, e girare la testa di novanta gradi verso sinistra, lì si noterà l’altra porta, ovvero il quadrato di casa dove è stato situato da esperti architetti, il water.
Io non li biasimo del tutto questi uomini, in un certo senso è meglio così, tenere separate certe urgenze, però avverto subito che mentre si è lì, non conviene stare troppo tranquilli.
In quel quadrato di bagno, se si alzerà la testa verso l’alto, si vedranno certe macchie sul soffitto. Ma non macchie a dir il vero, diciamo pure scrostature di intonaco, e sotto l’intonaco scrostature di muro, e sotto il muro altre macchie di umido sul cemento, probabilmente risalente alla prima colata di calcestruzzo. Bene, non siate troppo allegri allora.
Certamente adesso, se tutto è filato liscio e siete ancora interi, dopo aver effettuato il tiro della catena, non si può tralasciare l’esigenza di un lavandino.
Allora ritornerà utile la spiegazione d’inizio. Aprire la porta con il foglio stampato, del tutto inutile poi quel foglio, ma per amor di cronaca dirò che quella scritta è stata la prima ingegnosità avuta da me e mia sorella non appena abbiamo avuto in casa a disposizione, tutta nostra, una stampante.
Saputo questo, ora, prego, ignorare il foglio, aprire, senza bussare, entrare. Però l’interruttore è fuori dal bagno, allora prego, ripetere. Uscire dal bagno, chiudere la porta, sul lato destro vicino al cardine in alto si accende la luce. Accendere allora, aprire di nuovo la porta, prego entrare, c’è il lavandino.
Sono molto fiera del lavandino, è uno dei lavandini più grandi che si potranno mai notare. Se non si è amanti dell’acqua fredda, occorrerà farci proprio la mano, perché nonostante ci siano due pomelli, uno per l’acqua calda e uno per l’acqua fredda, quello dell’acqua calda comporta dei problemi.
Ci sarebbe da lamentarsi di nuovo con gli architetti, ma in fondo, non è così male avere solo l’acqua fredda nel lavandino.
Prima di tutto, perché quando mi lavo le mani fuori casa, soprattutto nei bagni pubblici, mi piace molto tenere l’acqua caldissima e starci sotto un po’, per poi uscire dal bagno con le mani praticamente rosse, è molto bello, è come sentire una sorta di premio, come se dopo un po’ uno si è davvero meritato di avere per qualche minuto le mani calde appena lavate.
Poi, insomma, ora si sta parlando solo di una svelta sciacquata alla mani, non di venticinque anni di fredde mattine d’inverni quando non c’è tempo per la doccia e tocca lavarsi a pezzi.
Quindi una volta lasciata perdere l’idea del caldo, prego anche di chiudere un po’ bene stringendo il pomello, poi l’asciugamano non è dentro al bagno.
Su questo non so proprio che dire.
Se qualcuno mi dicesse Ma perché l’asciugamano non è appeso in bagno?
Posso solo dire che è così che stanno le cose in questa casa, l’asciugamano sta appoggiato sul calorifero, sia inverno che in estate che tutto l’anno, e si trova appena fuori dal bagno sulla sinistra, e basta, non si discute più. Se verrà voglia di fargli trovare qualche posizione originale da quella del calorifero, magari per esempio, dargli il posto per cui è stato creato, cioè nel bagno, bisogna stare certi che nel giro di poco l’asciugamano tornerà sul calorifero.
Conservate le iniziative per altri bagni vi direi, o se potete, arrendetevi subito.








scritto da: corridrice alle ore 13:28 | link | commenti (3)
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Commenti
#1   14 Giugno 2008 - 13:04
 
Geniale. Forse. Ma scrivi di cose semplici talmente bene che mi viene voglia di continuare a leggerti.
Saluti.
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#2   14 Giugno 2008 - 14:18
 
se questo è per andare in bagno...per farsi un caffè a casa tua occorre un master??????

:D

fatti un giro su ultraroxer.com !!
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#3   14 Giugno 2008 - 15:03
 
Ciao rakji, sono contenta che mi dici così.

Miciotta85, per fare il caffé da me bisogna premere un pulsante, ciao.
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C'era una cosa che ha sempre dovuto immaginare: il tramonto e dimenticare, i palazzi e aspettare un nuovo giorno.

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